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Home Page >> In Viaggio >> Cenni storici
Cenni storici
 
Da Tito Livio apprendiamo che, nella guerra contro i Volsci e gli Ernici, i Romani dopo aver attirato i loro nemici in una “valle affossata” ne fecero orribile scempio nel 267 a.C. La maggior parte degli autori è concorde nel ravvisare il luogo della battaglia nella contrada Campo.
Il territorio dipendeva dall’antica Praeneste e si ritiene pertanto che i primi insediamenti, antecedenti l’anno Mille, genericamente definiti “Agri Praenestini Incolae”, fossero costituiti da nuclei familiari ivi stanziatisi per dedicarsi ai lavori di scavo nelle locali cave di tufo e pozzolana, dalle quali prese il nome il primitivo nucleo abitato.
La prima citazione storica del paese si riscontra in una bolla del 24 aprile 988 iscritta nel “Regesto Sublacense di santa Scolastica” con la quale il vescovo della diocesi Predestina riconosceva ufficialmente la Chiesa di S.Lorenzo Martire edificata nel Castrum Cavae.
Sul finire del XI secolo, Pietro Colonna occupò con le sue milizie il territorio di Cave, e per vari secoli l’odio con il Papato è stato causa di continue guerre. Agli inizi del Duecento ritroviamo come signori di Cave gli Annibaldi, sotto i quali il paese fiorì sia economicamente che civilmente, come attestano gli statuti che questa famiglia formulò proprio per Cave. Il primo è del 10 maggio 1296, l’altro – più importante – è del 21 marzo 1307. Questo statuto regolava la vita cittadina dal punto di vista sia civile che penale e alcune norme riguardavano perfino la vendita delle noci e delle castagne ai romani, segno questo di una fiorente attività agricola.
Nel XV secolo, a seguito del matrimonio di Mascia Annibaldi e Giordano Colonna, fratello del Papa Martino V, i Colonna tornarono definitivamente a governare Cave.
Con “fidecommesso” del primo febbraio 1427, Martino V dispose che Cave e altre località limitrofe rimanessero dominio perpetuo e indiviso fra i suoi tre nipoti: Antonio, Edoardo e Prospero. Eugenio IV, non ritenendo giusto l’operato del suo predecessore, reclama la restituzione dei territori, riaccendendo il conflitto con i Colonna che continuarono a coinvolgere il paese nelle loro vicende politico-militari.
Nel 1554 i Colonna dettarono un loro statuto alla Comunità Cavense. Il 13 e 14 settembre 1557 nel Palazzo Leoncelli venne stipulato il “Trattato di Pace di Cave” che pose fine alla guerra di Campagna tra Filippo II di Spagna e Papa Paolo IV.
Il XVII e XVIII secolo furono periodi relativamente tranquilli, nei quali fiorirono le attività locali e vennero edificati nuovi palazzi e chiese. Tra queste ricordiamo la Chiesa di San Carlo Borromeo ( XVII sec.) in stile dorico, con l’annesso convento e lo splendido chiostro recentemente restaurato. E’ considerata una delle più interessanti della Diocesi Prenestina; in essa vengono conservati i resti di Sant’Euple. Il Santuario della Madonna del Campo, patrona di Cave (XVII sec), costruito sul luogo del ritrovamento di un affresco (forse di epoca bizantina) raffigurante la Madonna col Bambino. Il Santuario di San Lorenzo Martire (X sec.), altro patrono della città, è senza dubbio la chiesa più antica oggi ancora integra. Esso è legato alle origini storiche di Cave, quando i primi abitanti, per difendersi dalle incursioni saracene, cercarono rifugio presso i monaci benedettini che, sul colle Quadrangolo (denominazione medievale), stavano costruendo l’annesso monastero. L’attuale prospetto, rustico e semplice, è un ripristino dell’antica forma medievale. Santa Maria in Plateis, detta Chiesa della Cona, deriva il nome in plateis dalle piazzole militari che nel medioevo erano collocate in quel territorio a difesa del feudo. La seconda denominazione deriva dall’immagine della Vergine col Bambini, posta entro un tabernacolo quattrocentesco. Di antichissima origine medievale è la Chiesetta di Santa Maria di Rapello, detta di Sant’Anatolia, ornata di pitture del XV e XVI secolo. Sono presenti anche diversi oratori : l’Oratorio di San Pietro, di cui rimane molto poco, vanta un’antica origine (probabilmente sorse per ricordare la Basilica Petriana); quello di Sant’Antonio Abate, attiguo alla Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta, con le statue monumentali del gruppo epifanico (conosciuto come il più grande del mondo). L’Oratorio dell’Annunziata, parte integrante dell’antica Chiesa Collegiata, è sede dell’omonima confraternita sorta nell’anno1614. La Chiesa Collegiata di Santa Maria Assunta ( XVII e XVII sec.) vanta un magnifico portale, Janua Coeli, che è un autentico monumento in bronzo. L’opera, dello scultore Lorenzo Ferri, evidenzia i tratti più salienti della vita di Maria e la sua realizzazione è costata anni di ricerche e di studi. Del XVIII secolo è anche la Chiesa di Santo Stefano Protomartire, l’unica che oggi si conserva delle tre chiese dedicate al Santo.
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